Inoltro solitudine

Caro Washi,
ci sentiamo spesso, direi sempre, ma ho sentito il bisogno di scriverti quello che sento, perché con le parole dette non sono bravo, mi impappino, mi contorco, ci ragiono e vien sempre fuori una sorta di brodo primordiale da cui attingere random. Non che sia più bravo con le parole scritte ma almeno seguo un filo d’inchiostro.
Il mio malessere lo conosci, ne abbiamo parlato davanti a birre gelide e sigarette che si consumavano – e ci consumavano – piano.
A volte mi sento addosso tutti i mali del mondo, a volte solo i miei. Il brutto è che le cose non cambiano dentro di me, le sensazioni di pessimo umore e tristezza latente non mi abbandonano.
Mi dici sempre che sono uno stupido a pensare di essere solo e un po’ così mi sento, visto che ho te. Ma è del quotidiano che parlo. Vivere in mezzo alla gente non vuol dire necessariamente non sentirsi solo. Anche se hai amici, famiglia e lavoro. A volte la sensazione di solitudine è fin più marcata quando attorno hai tanta gente. Non hai idea di quanta gente si senta sola a questo mondo.
Andare avanti da soli, costruire progetti che tutti abbandonano, coltivare passioni non condivise, avere idee che vanno al di là. Hai mai pianto da solo davanti a un film? E’ una sensazione impagabile, sfogo e realizzazione assieme. Forse in compagnia non avresti pianto ma non puoi raccontarlo a nessuno. Questa è la sensazione.
Essere coerente. Esserci sempre per chi non c’è mai. Quante volte proprio tu hai offerto la tua spalla a occhi carichi di rimmel e quante altre hai dovuto asciugarti le lacrime da solo? Eppure la gente c’è, quando gli servi.
Sarà che una volta era diverso, sarà che avendo poco eravamo abituati allo scambio, un po’ come le idee politiche degli studenti che, appena hanno lavoro e macchina, cambiano perché basate su mode e non su ideali.
Insomma, è così che sto, oggi.
Un po’ come il sole. Tutti gli girano attorno ma è perché ne hanno bisogno.
E se si preoccupano per lui è solo per paura che si spenga.

Con affetto,
il tuo amico.

7 Commenti su “Inoltro solitudine”

  1. “Hai mai pianto da solo davanti a un film? E’ una sensazione impagabile, sfogo e realizzazione assieme”.
    è quell’irrealizzazione che malinconicamente ti prende e vorresti girare la macchina del tempo almeno una volta, ma quella giusta, un ritorno a quell’angolo svoltato piuttosto che un l’altro.

  2. Keshya il 2 ottobre 2009

    [..Eppure la gente c’è, quando gli servi..]
    e sospiro.. quante volte l’ho pensato..

  3. Tranquillo sei vivo!
    Bacio
    Dona

  4. Artemisia il 4 ottobre 2009

    chissà perchè tanta paura ad aprirsi agli altri, ci sentiamo tanto fragili e vulnerabili!

  5. che meraviglia un amico così!
    un abbraccio
    ale

  6. Questo “amico” tuo è come “l’amica” mia….spesso mi sento sola in mezzo agli altri (o forse dovrei dire in compagnia di me stessa che fa meno impressione), spesso devo costatare che sono brava ad accogliere e asciugare le lacrime altrui…mentre le mie le ingoio da sola perchè non c’è mai nessuno pronto a…
    ma altrettanto spesso mi sono resa conto che la solitudine è uno status comune. C’è chi la guarda negli occhi e la chiama per nome, come noi, e chi finge di non guardarla e di non conoscerla, illudendosi che non esista. E sono coloro che stanno peggio.
    Chi vuole andare avanti nella vita forma orme proprie, ma è destinato a rimanere solo. Come i maratoneti vincenti…vincono sì ma per guadagnarsi il podio devono rassegnarsi a stare da soli per tutta la corsa. Fa male è vero, ma è il prezzo da pagare per essere qualcosa di significativo. Le soluzioni sono sempre in mano nostra, gli altri possono solo indicarcele. E nonostante ciò non sempre riusciamo a vederle subito.

  7. E’ che il sole viene dato per scontato, forse perché illumina tutti senza chiedere nulla in cambio.

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