Breathless

Ci sono momenti, anche lunghi a volte, in cui mi dimentico di respirare.
Così, senza un motivo apparente.
“The Song Remains The Same” mi fa compagnia dentro il piccolo abitacolo, come tutti gli anni. Avevo già scritto tempo addietro, in altro luogo, di questo strano meccanismo per il quale mi ritrovo ad ascoltare Led Zeppelin per i primi quindici giorni di Gennaio.
Quest’anno è il live, non il solito Remasters.
Mentre aspetto “Rain Song” – so già che mi si rizzeranno tutti i peli delle braccia, succede sempre – inspiro profondamente: è li che mi rendo conto di non ricordare quando ho espirato l’ultima volta.
Non so se preoccuparmi per il mancato fiato o rallegrarmi per quello ritrovato.
Sensazioni contrastanti.
Un po’ come quest’ultimo anno. Un po’ come quest’ultima vita.
A dire il vero lasciarsi alle spalle il 2009 era la cosa che desideravo di più in assoluto. Troppo male, troppo stanco, poco tempo, poco bene, in assoluto.
Tanta solitudine.
E’ quando il troppo che non vuoi ti travolge come un fiume di fango, sporco e vischioso, non è mai un bell’anno.
Non è mai buona vita.
Speranze per l’anno futuro non ne voglio. Ho imparato anni fa a non avere aspettative per non rimanere deluso. Ci  pensa già la gente che mi circonda a deludermi, non occorre.
Meglio costruirle pian piano. Sempre che la vita sia d’accordo.
Riprovo, quest’anno, ad uscire dal guscio, a mettere la testa fuori dalla caverna nel quale, per tanti motivi, mi sono chiuso, come orso in letargo.
Ho finito il cibo. Dai, diciamo così.
Le premesse per un nuovo anno tale e quale al precedente ci sono tutte.
Meglio reagire.
E riprendere a respirare, di un respiro diverso. Buono. Vincente. No, vittorioso.
Anche se non ne sono del tutto convinto…
Ujjayi prânâyâma.

2 Commenti su “Breathless”

  1. Bentornato e in bocca al lupo.

  2. Esci dalla tana Ross, è arrivato il momento. Ne sono certa :)

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