Parole di fine agosto
(a te).
Il ragazzo giocherellava con l’anello facendolo tintinnare contro la bottiglia di birra. Una Draught fatta in casa, con tanto di fondo visibile attraverso il marrone della bottiglia quasi vuota. L’amico, spalle curve e sguardo perso nel vuoto non ne aveva bevuto neanche un sorso.
Sospiro.
- “Non bevi?”, chiese il ragazzo con voce tranquilla.
- “Ah, scusa…”, rispose l’amico.
Al ragazzo non veniva in mente niente da dire. C’erano momenti in cui si sentiva addosso tutti i mali del mondo. Somatizzazione, la chiamavano. Forse era solo sensibilità.
E’ che in quel periodo di gente in quello stato ne aveva incontrata fin troppa. “Sarà la fine dell’estate, sarà il caldo, sarà…”, si diceva.
Ma l’amore è così, come una sbronza, a volte. T’inebria, anestetizza il cervello, ti fa perdere di vista parti intere della tua vita. Non senti neanche le ferite quando sei in quello stato. L‘organismo inizia a metabolizzare l’etanolo e sei fatto: non si torna indietro. Impossibile.
C’è chi ci vive mesi, anni, in quello stato. C’è chi arriva al fondo della vita con quella sbornia perenne ma, alla maggior parte della gente, alla fine, passa.
Con tutti i suoi sintomi.
Mal di testa, magari causato da escrescenze causate dall’amato, nausea, vomito, inappetenza e malesseri di ogni tipo. Ti ritrovi addosso anche le ferite che ti sei fatto mentre andavi in giro barcollando.
Basta poco. Il post-sbronza ha un tempo definito dall’organismo, il post amore lo definisce il cuore. E passa. Sempre.
E come ragazzini inebetiti, giorni, mesi, anni dopo quella maledetta sbronza non esitiamo nel cedere le labbra a un uovo bicchiere.
Perché, con l’amore, stare male dopo è devastante, ma barcollare ubriachi di emozioni è un’esperienza irrinunciabile, lo sa anche chi soffre.
Il ragazzo non disse nulla. Un amico sa quando è il momento di non rompere i silenzi. Gli porse una sigaretta e sorrise.
Perché non era l’amore finito che creava problemi, ma il tempo che sembrava perso. Bisognava fargli capire che il tempo riempito d’amore non è mai tempo perso.
(…)

Minchia!
Ed è un Minchia! di ammirazione.