In bilico (estratti)
Poi il cielo azzurro si mise a fare gli scherzi. Tracce di nuvole, lontane, e gocce di pioggia a rigarle il viso, camuffando lacrime salate. Perché non è necessario piangere per piangere, a volte. Lo senti da dentro, quella sensazione che non sai descrivere se non con un “umpf” sommesso. Stringi le spalle, le alzi un po’, e lasci che piova. Fuori o dentro, non fa differenza. L’importante è offuscare la vista, per un po’. Le gocce, come i pensieri, scendono veloci e si mescolano tra loro a formar pozzanghere. Un abbraccio, un bacio. Basterebbero. Forse solo una carezza, uno sguardo, una parola. Ma poi ti rendi conto che è di più. Perché c’è sempre un di più. Talmente arida che una lacrima lascerebbe spuntare un fiore. Ma un fiore necessita acqua, sempre. E nell’umpf c’è la consapevolezza di non volerlo vedere nascere, quel fiore.
Perché fa paura il bisogno d’acqua che ha.
In bilico, fra petali colorati e terra marrone.
In bilico, tra concedere o no.
In bilico, fra prendere o no.
In bilico, tra dare o no.

bellissimo questo post.. un fortissimo abbraccio
[sospiro]
mi hai lasciato senza parole..
Da me piove sempre dentro.
è…troppo.
non so che altro aggettivo dargli!
ultimamente conosco molto bene la sensazione del piovere dentro e degli occhi offuscati… troppo…. infatti sarebbe ora che smettesse di piovere dentro di me, visto che fuori il cielo piange anche per me.
Un abbraccio
Barbara