Lucidopaco

Stamattina mi sono svegliato con i pensieri che rimbalzavano tutti nello stesso punto facendo un buco sul cluster della felicità.
Mi sono sempre detto che la felicità non è uno stato perenne, non è possibile essere felici per tutta la vita. La felicità è un picco, un’iperbole geometrica che si stacca dal piano di una vita normale.
Il sollazzo sta nel salire e scendere, per poi risalire: non avrebbero inventato le montagne russe altrimenti.
Alla ricerca del punto d’equilibrio, applicando il teorema di Dandelin a una vita che mi sembra buttata via, cercando di assestare queste due sfere che non ne vogliono sapere.
Il peso sul cuore non accenna ad andar via. Il respiro rimane a mezz’aria, perché è l’ossigeno che manca. Non può salire, ha paura di scendere.
Sarai mai più felice? Con questa zavorra attaccata ai piedi, riuscirai più a raggiungere quel picco?
Le cose strappate si rimettono insieme con lo scotch che, seppur utile, è un surrogato.
E si vede sempre, lucido come lacrime, opaco come il dolore.

4 Commenti su “Lucidopaco”

  1. La vedi come me, la felicità è un picco breve, mentre la serenità sa durare di più.

  2. verissimo. il bello è il saliscendi in fondo della vita…
    come al solito riesci a toccarmi l’atrio destro!
    (sto studiando un po’ di emodinamica, dovrò pure darne sfoggio no?!?:-D)

  3. La vita ci segna più rughe nello spirito che nella faccia, sarà per questo che non sopporto più molto le montagne russe..
    un abbraccio

  4. “…perchè essere felici per una vita intera sarebbe quasi insopportabile….”

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