Di estate e di birra
- “Sai qual’è la cosa che mi da più fastidio?”
Non mi guarda mentre mi parla, lascia che le mani s’impregnino della condensa del bicchiere, facendo tintinnare l’anello che ormai da anni gli adorna la mano sinistra in maniera nervosa. Non mi piace quando ha quello sguardo perso nella birra, non mi è mai piaciuto. Ha l’aria di chi è sul punto di implodere, di crollare come quei palazzi distrutti con le detonazioni controllate. Poi non si mai cosa muore dentro quei palazzi. Ricordi, rimorsi, rimpianti infilati in vecchi mobili e muri scrostati.
- “Guarda che non hai certezze, non puoi iniziare a farti dei film nella testa…”
Ormai è un ruolo consolidato il mio. Io sono quello che deve fare ragionare. Ironico ruolo per un impulsivo.
- “Infatti non è questo”, risponde lui. Ora stringe il bicchiere con forza, le nocche si fanno bianche di rabbia.
- “Non è il caso di farsi del male”, gli dico, aprendogli le mani con un gesto che ha più del padre che dell’amico.
- “E’ che lo fa in modo subdolo, è che lo cerca mentre sono mesi che non cerca più me… è che io ero come lui, lei mi ha fatto diventare così ed ora non le vado più bene… questo è”.
Dargli torto? Non riuscirei mai. Un po’ perché è un amico, un po’ perché in questi anni l’ho visto diventare il fantasma di se stesso per amore. Che certe persone hanno la tua attenzione solo finché hanno potere su di te è un dato di fatto.
- “Ora lascia perdere, magari è solo un momento, un calo, un bisogno di considerazione…” Non mi viene in mente altro, non riesco a trovare lo spiraglio giusto per infilare ottimismo.
- “Si, bisogno di qualcosa che non sia io”.
E’ probabile, mi dico, ma l’unica cosa che riesco a fare e alzare il bicchiere e accennare un brindisi. Lui mi viene dietro, senza sorridere, senza guardarmi, accennando lo solita frase che sa più di colpevole che di vittima: “mi chiedo solo dove ho sbagliato…”
Me lo chiedo anche io.

Che bello che sei l’unico che spia il mio blog XD
oggi mi sono svegliata di “buon umore” e ho una pila di giornali ciccioni da leggere finalmente!
Molte donne lo fanno. Credo sia un modo di sentirsi più forti, quello di trasformare un uomo. E’ un esercizio di potere. Che finisce sempre allo stesso modo: non piace più, troppo simile ad altri già plasmati. Triste, credo.
uhauhauha io mi diverto, non penso e sicuro non studio
Bene, bene, vedo che in questo periodo di mia assenza dal mondo web qui si è continuato a creare emozioni e a descrivere sentimenti!!!!
Sempre un gran piacere leggerti caro Ross!!!
Un mega bacione!!
Tornassi indietro non farei più gli stessi errori… ne farei altri.