On Working #4#

<Una volta tracciata a grandi linee la storia, definiti i fatti salienti, per bloccare sulle righe inchiostrate delle pagine i messaggi serve un motivo.
Di solito scrivo per me. Non scrivo quasi mai per compiacere o per piacere, anche se non nego di averlo fatto (e di essere caduto in un baratro dal quale a fatica sono uscito). Quando ti accorgi di piacere per un qualsiasi motivo tendi ad assumere quel comportamento in ogni occasione, travisando la vera essenza dell’essere persona piacevole. E’ un dato di fatto, si cambia a seconda di come si sta e, se in una certa veste, anche scendendo a compromessi, non si travisa la propria indole, ci sta. Credo che ognuno di noi abbia fatto qualcosa col solo scopo di essere apprezzato, per pura vanità. Sono piccoli momenti. Chi possiede un blog, chi rende pubblico il suo scritto, è vanitoso, irrimediabilmente. Quello che è deprimente è il cercare di piacere a tutti i costi risultando sforzati, con la conseguenza di piacere ancora meno.

Non è il riflesso, ma è la luce che illumina. A volte si rimane abbagliati dal proprio riflesso, spegnendosi pian piano.


I romanzi, i racconti, insomma, le cose lunghe hanno bisogno di un motivo. Individuo una persona e, in determinati frangenti, quando le situazioni possono prendere strade diverse, le indirizzo verso di lei, fonte di ispirazione continua.
Non è difficile ritrovarsi tra matasse di frasi quando l’ispirazione è a portata di bacio: io, per evitar problemi, l’ho sposata.

2 Commenti su “On Working #4#”

  1. …e non smettere mai di ispirarti a lei…un abbraccio.

  2. nice work, man

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