Miele di castagno
Piloto il carrello della spesa come Takuma Sato, uno che sa guidare bene ma fa della prudenza un punto di forza. L’odore è forte, un miscuglio di verdura in deperimento, profumi e sudori.
Leggo le etichette come fossero “La veglia di Finnegan” di Joyce, mi soffermo sui colori delle confezioni e sulle forme dei prodotti. Seguo pedestremente la lista della spesa, tanto che il carrello si riempie più di prodotti utili più al morale che al sostentamento. Il mio elenco, steso meticolosamente corsia per corsia, diventa una linea guida, una sorta di traccia come il codice dei pirati, tanto che alla cassa mi viene sempre da dire “parlè” infilando cioccolata e patatine nel mio sacchetto riutilizzabile.
Attorno a me la gente si guarda stranita. Qualcuno litiga, tanto per far vedere che c’è un più forte anche nella scelta dei pomodori, qualcuno parlotta. I più gironzolano in silenzio, quasi a cercare il canto delle sirene impacchettate ad arte da professionisti del marketing.
Mi rapisce la gente, sempre. In ogni cosa che fa.
Occhi tristi, di chi ha lasciato casa per un mondo migliore ma ha solo passato l’ennesimo livello di un videogioco che va peggiorando, mi osservano stupiti mentre cedo il passo.
Appesi a loro un corpo di donna acerbo e logoro allo stesso tempo.
Poi quel tono dimesso, quel sorriso sincero e sorpreso, sempre quegli occhi tristi, quello sguardo che ha il gusto del miele di castagno mi portano via, mentre sorrido al retrogusto amaro di tanta dolcezza.

uuuhhh ! che roba triste! oggi giornata no? Eddai che ci sono anche quelli allegri al supermercato
Sapessi quante cose ho imparato nei pomeriggi passati al supermarket con la scusa di fare la spesa.
ti leggo con furia, poi devo tornare indietro.
Ross bravo come sempre…
beh oramai i supermercati sono diventati un po’ ocme i parchi giochi…ci si va perfino la domenica…non saranno poi così tristi spero!!
un bacio
gio