Come in un rave

Ci sono giorni che sull’autobus c’è un Rave Party. Gente pigiata all’inverosimile che ondeggia all’unisono, ovattata da frammenti di sonno ancora appiccicati agli occhi. Le mani, appese ai sostegni, alzate, come a battere il ritmo di frenate e accelerazioni. Persone che si strusciano in preda ad inconsapevoli raptus erotici. Gente che inscena conversazioni di nessuna utilità, buttando parole addosso a tutte le persone che la circondano. Individui che, come avessero preso pastiglie colorate per viaggiare in mondi diversi, fissano punti nel vuoto dove vedono pensieri. Altri che cercano sollazzo visivo nelle generose scollature di donne avvenenti o nei tondi sederi di ragazze in erba. Il ritmico ondeggiare del mezzo aiuta l’amalgama delle sensazioni. Scendere, a volte, è come andare via dalla festa prima che finisca.

7 Commenti su “Come in un rave”

  1. i mezzi pubblici sono davvero microcosmi da vivere, fatti di suoni, odori e soprattutto sensazioni tattili^^
    e di quel rapporto di amore-odio di chi li vive giornalmente…

    ci vai alla fiera del libro? io purtroppo riesco ad andarci solo venerdi -_-

  2. Adoro gli occhi della gente.
    Inventarmi storie passandoci attraverso.

    Ma non amo i tram. Mi sento “violata” dalla gente che osserva come me.
    Bizzarro no?

  3. giganteblu il 8 maggio 2008

    e tu? tu, cosa fai? come ti muovi? cosa cerchi?

  4. Hai dimenticato un aspetto molto importante delle “GITE COLORATE IN TRAM”..l’odore!!!

    Ti vedo al salone del libro?

  5. ciao!! eccomi tornata!
    un bacione e buona serata! segui il mio diario di viaggio!!
    gio

  6. Hi webmaster!

  7. Hi webmaster!

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