Allodola
Il rombo del motore mi avvisa che è mattina. Che poi, più che altro, è un rumore più simile a quello di una lavatrice in centrifuga. Giacca antracite, forse un po’ troppo leggera, ma tanto c’è il riscaldamento. Il sorriso fa fatica a comparire, la pioggia non l’aiuta. Piccoli soldati tondi si immolano sul mio parabrezza: Torino come Pearl Harbour per le gocce, anche se il risultato materiale non è il medesimo.
Traffico, semafori, code. Nulla da segnalare mentre i Savatage mi introducono dolcemente a una nuova giornata.
Occhi che si spostano: davanti, di lato, dietro, velocità, strumentazione di bordo, mani, unghie da divoratore, ancora oltre il vetro, che c’è un mondo da tenere d’occhio.
Fermo, penso.
La potenza del cervello umano si potrebbe misurare con la guida. Il corpo si scinde in piccoli pezzi, ognuno fa una cosa, distintamente, in collaborazione con le altre. C’è chi pigia per andare, chi per fermare o cambiare, mani che agiscono per dettare direzioni o rapporti, occhi ovunque. Intanto canti, flirti, sorridi, imprechi.
Sempre fermo, guardo.
Lei si trucca gli occhi regalandomi un sussulto alla vista del suo collo tirato. Le donne che si truccano sono fantastiche. Le donne sono fantastiche, suvvia. Meticolose all’inverosimile al pensiero che qualcuno le guarderà, con quel mezzo sorriso quando le osservi ancheggiare su tacchi alti, perché lo sanno che le guardi, orgogliose di quel dettaglio scelto al mattino che attira attenzioni di invidiose colleghe o di galletti da ufficio.
Verde.
Le auto si mescolano come carte francesi prima di una mano di scala quaranta, gli sguardi tornato avanti, i piedi ricominciano a premere ed io, come allodola, attendo la prossima fermata per perdermi ancora nello specchietto.

io non ho la patente, quindi da passeggera ho più tempo per perdermi in quei microcosmi che sono gli interni delle automobili altrui…
è una delle cose che mi piace di più del viaggiare in auto, assieme al fondersi e confondersi di colori e paesaggi, anche i più banali e monotoni assumono nuovi fascini
eh già…la guida è bella proprio per tutte le cose che vedi mentre la vivi!
buon we ross!!
gio
Bello questo post!Mi ci rispecchio tantissimo!Io lavoro abbastanza lontano da casa mia e imbocco ogni giorno una superstrada che è diventato il mio nastro d’asfalto.E lì mi perdo.Mi piace l’idea che ci scindiamo in tanti pezzetti diversi:mò che mi ci fai pensare è proprio vero!Ogni parte del corpo fa vita a sè e vive un’avventura diversa.La nostra vita on the road.Un ‘avventura strana.
Buon fine settimana
Mk
have a nice day! ^_^
gio
a noi maschietti ci piacciono le donne col tacco
mica quelle con l’amfibio
come fai ad avventarti su una donna che porta l’anfibio?
voyeurismi