Equino

Ho smesso di dare consigli quando ho iniziato ad avere la necessità di non sentirne.
È strano come ragionamento ma è così. Il mento stava iniziando a sporcarsi di barba e il mio basso ventre cominciava a prendere il sopravvento sulla ragione, e forse è stato anche per questo, non so.
All’ennesimo “ma tu” al posto di un “grazie del consiglio” ho smesso.
Credo sia per questo che non sopporto la gente che mi sentenzia addosso o cerca di manipolare il mio vivere a suo uso e consumo.
Insomma, credo di esser in grado di rovinarmi la vita abbastanza bene da solo, non ho proprio bisogno che amici, parenti, pseudo conoscenti, parroci o maestri me la fracassino a loro uso e consumo.
O me le fracassino, perché di questo si tratta.
Io non dico nulla a te, come dovrebbe essere, e tu non dici nulla a me.
Mi sembra “abbastanza” equo, no?
Che poi, abbastanza, è un’altra di quelle parole che capisco poco. Un po’ come i superlativi, già ne scrissi.
Nettissimo.
Se è netto, è netto, non esiste nulla di più.
Nettissimo non esiste.
Neanche abbastanza equo.

3 Commenti su “Equino”

  1. Posso darti un consiglio? Dovresti smetterla di mostrare insofferenza quando amici parenti conoscenti parroci maestri ti danno buoni consigli per il tuo bene. Sul serio, dovresti cercare di essere un po’ equuccio con chi ti vuole bene.

  2. E se non mi volessero bene?

  3. Sarebbe colpa tua che non mostri riconoscenza quando ti danno buoni consigli per il tuo bene: elementare, Watson!

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