Monologo?
Adoro sentire le sue mani su di me. Ha un tocco sempre morbido. S’insinua – Adoro sentire le sue mani su di me. Ha un tocco sempre deciso. Mi accarezza il – dietro la mia nuca, con quelle dita fatate e le muove piano. Poi scende, cose – petto e, con le unghie, mi regala brividi. Il mio respiro mi gonfia mentre lascia – seguisse i miei brividi. Forse li vede, forse nella penombra dell’inizio di una – che le sue dita, come velluto, mi passino sui capezzoli, come fosse un caso. – notte si accendono e lui li vede percorrere la mia schiena ed esplodermi fra le – Scende ancora, giocherella con il bordo dei miei boxer. Un salto, un brivido, un – gambe. Li percorre, uno dopo l’altro, prima con i polpastrelli poi con il dorso – sussulto mentre accarezza dolcemente i miei fianchi che si ritraggono un po’, – delle unghie. Sussulto, piano. Poi la lingua, Dio, la lingua, che si insinua nella – involontariamente. Mette una barriera a solleticarmi, fra la mano e il mio – mia pelle, nella mia mente. Trova strade già battute ma sempre nuove, sul mio – membro, che pulsa, quasi a voler distruggere quel muro in cotone. Poi – corpo. Avida, morbida, umida, mi trova avida, morbida, umida. Le sue carezze, – s’insinua, la sua mano, calda, ad accarezzare pelle morbida nella sua durezza, – continue, i suoi baci, preludio di sensazioni, deflagrazioni multiple in – pelle increspata nella sua vulnerabilità. La sento, calda, lieve e robusta, – espressione di pace, amore. Poi ancora la sua lingua, curiosa, s’insinua, – abbrancarlo come per non farlo andare via. Poi la sua lingua, quella lingua che – appoggiandosi piano all’interno delle mie cosce, delicata e decisa, scova labbra – lascia ruscelli appena affiorati che evaporano al contatto con il mio ardore. I – nascoste e ci gioca un po’. Le succhia, ne assapora nettari celati, gioca e rigioca – suoi capelli che mi accarezzano mentre la sua bocca, dapprima timida poi – con i miei brividi. E’ lì che trova il mio clitoride, è lì che i miei sussulti si fanno – avida, si concentra sul mio sesso. Lingua che scende a stanare emozioni – spasmi, è lì che lo lascio fare, non riesco più a pensare, non riesco più a dire, – nascoste o a distrarsi sul frenulo inerme e sussultante. Poi, con la felicità che – lascio che il mio respiro lo trasporti, mi trasporti, ci trasporti. E le sua mani, – da un gioco di prestigio ben riuscito, lo sento scomparire avviluppato da calore – mai ferme, e la sua lingua, mai doma. Gli appoggio la mano sulla testa, – umido. Gli appoggio la mano sulla testa, le accarezzo i capelli assaporando – accarezzo i capelli, assaporando l’ultimo attimo poi, lo fermo. – il caldo e l’umido e, mentre la saliva cerca il mio piacere liquido, la fermo.
Ho voglia di te, gli dico.
Ho voglia di te, le dico.

cosa commento a fare caro rosario??
ogni volta mi trovo a dire “stupendo!”
un bacio
giovanna
Bellissimo post.
Concordo…stupendo!!…e per questo 2008 appena iniziato…buon tutto!!!
anno nuovo scrittura nuova…
complimenti riesci sempre a sorprendermi…
wooooooooow
brividi !!!
Cioè..si vede che tu non fai mai sesso eh???
)))
p.s.: bellissimo ed emozionante come sempre!
sempre bravo ross!!
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