Parole sparse
L’indiano mi guarda sempre con gli occhi di chi ha qualcosa da chiedere ma non ha il coraggio di farlo. Ha la faccia rossa, sempre, è per questo che lo chiamiamo così, da quando eravamo bambini. Poco prima già le luci del cruscotto sembravano invadenti, così prepotenti nel buio della notte.
“Dovremmo smetterla di vivere come fossimo immortali”, mi dice.
Stavo dipingendo i miei occhi su una ragazza con un maglione nero lungo e fuseaux bianchi, benedicendo certi ritorni di mode e un Dio in cui non credo per tanta sensualità.
“Eh?”, gli dico, mentre i fianchi che seguivo si portano via il mio quadro appena pitturato.
“Perdiamo di vista le cose importanti”, continua, mentre porta via dal labbro superiore un po’ di schiuma appena baciata da un boccale di media chiara.
“Eh?”, continuo. Devo avere in faccia tatuato un punto interrogativo, tanto che sorride.
“Ci facciamo prendere da troppe cose urgenti tralasciando quelle importanti, questo dico. Quante volte hai detto “dopo” a persone cui tenevi, a momenti personali, a te stesso per far posto a quelle che chiami “cose da fare”?”
Sto zitto. Ormai lo conosco, so che devo ascoltare.
“Dici che hai un problema, due, tre. Poi? C’’sempre un problema che ti porta via la vita. Io dico che i problemi fanno la vita. E’ per questo che devi vederli in maniera positiva. Se non hai problemi hai quello di impegnare il tempo libero. Si. Quindi prima i problemi importanti, poi gli altri.”
Non mi guarda. Non lo fa mai quando ragiona ad alta voce. Smozzica parole che sembrano confuse ma che immancabilmente si infilano nel mio taccuino. Infila la mano nella tasca del giubbotto, impaziente.
“Quindi la chiamo. Perché domani c’è tempo, c’è sempre tempo, ma oggi c’è vita, cazzo!”
Sorride mentre parla al telefono. Mi piace quando sorride, gli occhi con quel taglio che ricorda galoppo di cavalli, archi e frecce si fan piccoli e vispi. Mi lascio traviare, riprendo il mio dipinto sul collo di qualche donna mentre una frase, morbida, si fa eco dentro il mio cuore, incidendolo un po’.“Perché, alla fine, in fondo al mio cuore sarai sempre la stessa persona, che tu lo voglia o no. La vita ti veste di volta in volta in maniera diversa, facendoti indossare un pesante cappotto nero o della striminzita e sensuale lingerie. A me non importa che abiti indossi, io amo te”.
“Io amo te”, scandisce, “Te”.

Te, due letterine che racchiudono un universo.
splendido
Senza parole…
“Oggi c’è vita” già, e me ne dimentico troppo spesso…
grazie per avermelo ricordato!
Un abbraccio
…emozione
grazie
ci emozioni sempre!!! un abbraccio forte forte
profondo….regale….
un saluto serale !!!
Bello ritrovare le tue parole…