Palpebra pesante
E’ che ho altro per la testa.
Ormai le sere, sarà l’età, sarà il lavoro, sarà la primavera, sarà la vita, sarà l’aurora ma di mettermi lì a buttar giù le miriadi di idee che mi rimbalzano in testa è l’ultima delle mie priorità.
Poi ci si mettono i mille pensieri e rimango inebetito fino a quando, mestamente, crollo in un sonno profondo fino all’interminabile giornata successiva.
Il mal di testa ormai è diventato compagno della maggior parte delle giornate, il sonno, un’amante accogliente nella quale tuffarsi.
E il tempo, sicuramente, non aiuta.
Mi sento un gatto, acciambellato su una sedia.
Attendo cibo e sole, che non fanno mai male.
E, magari, forza e voglia, insieme a un umore almeno decente.
Presentabile, ecco.
Sul tempo, che manca sempre, ormai, non ci faccio più affidamento.

E’ la primavera.. (anche se dalle mie parti ancora nemmeno l’ombra..)
a momenti si è su, a momenti giù, ma non smettere di scrivere le tue belle storie!
Il problema tempo è un denominatore comune. Con la famiglia, con la casa in campagna, i lavori che sono da fare e non possiamo farli che noi, sul lavoro quando abbiamo le nostre incombenze e più ne svolgiamo e più ce ne fanno fare, ci si rende conto di avere un un polo sul quale ruotare e che tutto dipende da..troppe cose tranne che da quello che vorremmo fare o anche non fare. Nulla ruota più intorno alle nostre esigenze, nulla o quasi a meno che non siano esigenze anche degli altri. E…il tempo scorre, senza che ce ne accorgiamo nei casi migliori, accorgendosene in quelli peggiori perchè il tempo è galantuomo…ma solo per qualcuno.
Chi ha tempo non aspetti tempo, chi non ne ha si rassegni che è meglio.
….e ti direi di farti un pò più in là, gatto sulla sedia, che di sole ce n’è bisogno anche per me e la compagnia non fa mai male…