Il cielo è sempre più blu

“Ehi, voi due…”
La voce della donna rimbombava mentre una folla silenziosa prendeva la via delle scale per uscire dalla metropolitana.  I due ragazzi, di corsa, già con il piede sul primo scalino, si fermarono di scatto.
“Dico a voi!”, incalzava la donna. Attorno a lei un nugolo di persone di diverse età si stava fermando lentamente, incuriosito dalla situazione.
I due, ancora intontiti per la levataccia domenicale, con addosso la fretta propria di chi potrebbe perdere qualcosa da un momento all’altro, si guardarono un secondo prima di voltarsi, come a chiedersi se la donna, alzando il volume, stesse parlando con loro.
“Voi due, si”, ancora esclamando, aumentando il tono di parecchie ottave.
Una cinquantina di ragazzi con magliette viola e la faccia tra l’addormentato e il beato attendevano sviluppi.
“Dice a noi?”, rispose timidamente il ragazzo più basso, guardandosi addosso e tastandosi immediatamente le tasche. E’ un riflesso incondizionato, se qualcuno ti chiama è sicuramente per dirti che hai perso qualcosa.
“Si, si… dove andate?”
Sopra le due teste apparvero, dipinti a mano, due grossi punti interrogativi.
“Il Papa è di là!”, esortò, indicando l’uscita di sinistra.
La sua faccia era a metà tra l’arrabbiato e il compiaciuto, una sorta di “dove cavolo state andando” misto a “ve lo dico io dove dovete andare”.
I due punti interrogativi si tramutarono, cadendo, in sorrisi.
“No signora, noi…”, iniziò il ragazzo più alto.
“… prendiamo un caffè è arriviamo!”, esclamò il più basso.
Il capannello si distese e iniziò a salire le scale di sinistra, verso la piazza.
I ragazzi salirono a destra, verso la stazione.

Ci pensava, il ragazzo più basso, mentre venticinquemila persone attorno a lui intonavano “Lettera da Amsterdam”, a 150 chilometri dalla donna premurosa, aspettando che il loro idolo li incantasse con le sue magie.
E rideva.

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