Indiscreto

Entro e lo sguardo si posa in maniera ancestrale sul sedere della ragazza in coda davanti a me. Entrare in farmacia, luogo che frequenti solo se hai qualche problema, non regala quasi mai certe situazioni. Ben per me che credevo di rimanere per interminabili minuti in attesa parlando del tempo e dei mali di stagione con persone anziane che ormai, lì dentro, ci abitano.
Cerco di disincastrare gli occhi da quel fuseaux nero con difficoltà, lei mi viene incontro voltandosi in cerca di medicinali omeopatici.
Il sedere è come un entrée deliziosa su donna di bellezza decisa, la guardo cercando di tenere un ritegno ormai perso tra il generoso decolleté e gli occhi azzurro mare.
Sarà la primavera, sarà il risveglio dell’ormone, sarà.
Faccio fatica.
Attendo il mio turno deliziato da “tanta roba”, speranzoso di riuscire a ridare vigore a un corpo che ha bisogno di additivi anche solo per svegliarsi, ultimamente.
Tocca a lei. Avrà venticinque anni (e non vorrei collegarmi al post precedente facendo la figura del vecchio bavoso), e chiede qualcosa per la cellulite.
Trasalgo. L’abbigliamento così attillato non può essere così mentitore.
L’addetta le propone: una tisana drenante da prendere la sera, mi raccomando tiepida, prima di andare a dormire; delle bustine da sciogliere in un litro e mezzo d’acqua da bere rigorosamente in mattinata, a temperatura ambiente; una crema fianchipanciaculo, da spalmare al mattino, dopo la doccia, soffermandosi su fianchi e soprattutto interno coscia.
Risparmio la mia immagine mentre penso a “tanta roba” mentre si spalma la crema sopra tutto l’interno coscia.
Settanta e rotti euro. Ed è una venticinquenne praticamente perfetta.
Mi soffermo ancora sulle sue rotondità mentre si allontana, ancora perplesso, e vengo svegliato dalla farmacista.
“Desidera?”.
Si, risponderei al volo, si: desidero.
La guardo inebetito, faccio due più due, penso che se a una così ha dato 70 euro di roba a me, come minimo, per rimettermi in sesto ci vorrebbero un migliaio di euro e lascio passare la signora dietro di me.
“Non ho fretta”, dico.
Poi, pian piano, mi allontano mentre dentro di me si riaffaccia il pensiero di mani che spalmano crema in un interno coscia.
Soprattutto sopra tutto.

2 Commenti su “Indiscreto”

  1. LadyMarica il 3 maggio 2010

    Sai scrivere veramente bene.
    Non è una frase fatta, è che ad ogni post me ne accorgo un altro po’.
    E’ come descrivi i tuoi “moti” interni ad essere incantevole.

  2. Dai che mi fai arrossire…

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