Questo non è un centro d’accoglienza
Quando me ne sono andato ho preso poche cose. L’essenziale. E se uno va via da un posto è perché, fondamentalmente, non sta bene. I motivi che mi hanno spinto a venire qua, in un posto tutto mio, una sorta di villetta indipendente, sono stati molti. Noia, mancanza di stimoli, ambiente saturo.
Il blog è un mezzo per fare un sacco di cose. C’è chi lo usa per trovare qualcosa, chi per tappare un buco sentimentale, chi, ancora, per abbindolare giovani pulzelle o trovare marito. Dopo anni di blog, e chi mi segue lo sa, il mio fine è sempre stato lo stesso: scrivere. Per me, per chi ha voglia di leggermi, per confrontarmi, per leggere di me, di loro, di voi.
C’erano due cose che non sopportavo. La prima era la richiesta di “scrivere qualcosa per me”, o il “non scrivi mai niente su di me”. Come fossi una sorta di scrittore a comando o come avessi muse ispiratrici pretenziose.
La musa non chiede, da, e l’ispirazione viene da se.
La seconda, che fa parte del gioco, lo so, è il commento a sproposito. Ognuno qui è libero di fare ciò che vuole, la casa non ha regole, ovvio, ma i commenti che non hanno a che fare col post o che, soprattutto, denotano la non lettura dello stesso, mi lasciano perplesso.
Il blog, il mio, è un metodo di comunicazione quasi unilaterale.
”Io scrivo, tu leggi, se vuoi commenti”.
Per ulteriori comunicazioni ci sono almeno altri cinque metodi, virtuali e non. Almeno, io faccio così. Se ti devo salutare non commento un post.
Lo testimonia il fatto che, passando qui, ho commentato lasciando questo indirizzo innanzitutto alle persone che avevano piacere di leggermi e non solo di salutarmi o chiedermi di passare nel loro blog per incrementare le visite o chissà cos’altro.
Qui non c’è contatore di visite, ad esempio.
E non si fa selezione all’ingresso.
E non si danno drink card.
E non ci sono istruzioni per l’uso: si chiede solo di avere il buon senso, come quando si entra in una mostra, di dare un’occhiata in giro prima di lasciare la pubblicità in buca.

Non ti conosco bene ma concordo: è una regola, è etico commentare se si ha qualcosa da dire in merito. Di saluti, buongiorni e buonasera, di “passa da me se ti va”, ne sentiamo fin troppi quotidianamente.
perfettamente d’accordo
sono irritanti soprattutto i commenti di “vieni a commentare questo da me”.
ciau
su questo argomento ne abbiamo discusso molto..
fatto è che, purtroppo, per molti il mondo dei blog è una gara alla popolarità, al farsi notare e ricordare.
Mi è capitato più volte di cliccare su link di visitatori che avevano commentato a sproposito da me per vedere chi fossero, che scopo volessero raggiungere. Il più delle volte erano blog di “poco concetto” come si dice dalle mie parti.. blog che in nessun altro modo potevano catturare l’attenzione quindi…
Uhm.. ora che ci penso.. ma davvero non vinco una drink card????????????? ufffffffffffffffffffff
UNA VOLTA SCRISSI UN POST SIMILE… CERTO NON A QUESTO LIVELLO…MA IL CONCETTO VOLEVA ESSERE LO STESSO…
INSOMMA COME SI DICE CON ME SFONDI UNA PORTA APERTA….
MA ORA… TI POSSO SALUTARE???
ed infatti noi delle istruzioni per l’uso non sappiamo cosa farcene.
grazie.
Ogni volta che ho commentato ho letto; anche ieri……….mi é dispiaciuto che non sia stato tu a darmi l’indirizzo della tua nuova villetta; poi tra l’altro io sono tra quelle cretine che dicevano non scrivi mai qualcosa su di me?……..mi é dispiaciuto leggere questo tuo post però capisco benissimo quello che volevi dire
ciao
Cristina
ok ci sto ma …almeno la drink card daccela. Se passa la Morazza come fa? Mi entra in crisi quello lì…lo sai no?
Ok, ci stò, niente drink card…però una free music card sarebbe mica male!!!
Ciao Ros! Il tuo blog è senz’altro uno dei + profondi che abbia mai letto ma questa non è una villetta indipendente;*
bellissima l’immagine della musa che non chiede, ma da….
e la musa, poi, guarda soddisfatta quello che è riuscita ad evocare e sorride. Davvero bello, è come se fosse un lavoro a quattro mani