Buoni o cattivi?
Cambiare non è mai semplice, lo sanno bene i serpenti. Sembra sempre che facciano in un attimo ma è un’operazione laboriosa e non priva di ripercussioni tremende.
Cambiare in quello che pensi che sia peggio, poi, è di una difficoltà estrema.
Ogni cosa che fai ti sembra sbagliata e genera sensi di colpa molto forti. La difficoltà sta nel fatto che non si tratta di evoluzione naturale ma, più che altro, di ragionamenti indotti dal comportamento di altri.
E’ dura quando il mondo ti inaridisce il cuore.
Lo senti, inevitabilmente, ad ogni fatto che vivi, ad ogni parola che senti, senti che dentro di te qualcosa si è rotto.
Le persona attorno a te scadono come yoghurt in un frigorifero abbandonato e, quando una cosa scade, non torna più commestibile, vivibile. Mai.
E ti ritrovi a dire “no” laddove non avevi mai neanche pensato di rispondere, a negarti in cose che per te non avevano peso, a sentire risposte uscire dalla tua gola che partono più dal basso, da quel ventre ferito che tanto hai trascurato.
Perché anche i buoni giocano al tiro alla fune.
Ai buoni non interessa la direzione in cui si tira o la qualità della corda, a loro non interessa neanche giocare. Vengono chiamati e tirano, a prescindere.
Aiutano a sopportare quel momento difficile in cui la partita sembra persa, incitano la squadra nel momento del bisogno, si prodigano in un ruolo che non è il loro per il bene di un amico, un parente, qualcuno.
E se si vince portano in trionfo l’amico, se si perde hanno parole di conforto e, perché no, si addossano le colpe.
E’ quando rimangono troppe volte con le mani sanguinanti a cercar conforto che iniziano a inaridirsi, indurirsi, farsi cattivi.
Si accorgono di avere “i loro problemi”, di essere musoni, di non fare il bene della causa.
Di esistere solo se al servizio di.
E non c’è nulla al mondo che sia peggio di un buono che diventa cattivo.
Perché i veri cattivi han bisogno dei buoni, gli “incattiviti” non hanno bisogno di niente e di nessuno.
Perché hanno ancora un cuore, la sotto: decidono solo di usarlo per se.
Cambiare non è mai semplice, no. Lo sanno bene i serpenti.
Alle volte è solo necessario per sopravvivere.
