La fiera dell’ipocrisia

Le feste “comandate”, si sa, sono un po’ l’occasione per stare assieme, un po’ quella di riposarsi e un po’ quella di fare baldoria ed infrangere diete e buoni propositi. Quante volte ho sentito frasi del tipo “non posso mica stare a dieta durante le feste” con il risultato di riprendere i chili persi con tanta fatica o aver riportato il livello del colesterolo ai tempi in cui facevi il single e ti nutrivi solo di formaggi per comodità. Ho visto gente  vicino a panettoni scolarsi bottiglie di limoncello fumando pacchetti di sigarette senza neanche togliere il cellophane asserire di aver smesso di bere e fumare.
“Ma in questo periodo come fai, dai…”.
Le feste comandate, dicevo. Il Natale, poi, è quanto di meglio il peggio del panorama festivo possa offrire.
Famiglie riunite, gente che non si sopporta a farsi sorrisi per giorni interi, regali forzati a persone che non vedi dal natale precedente e alla quale regaleresti solo un cucchiaio di arsenico.
Sa di mandorla, ci sta bene a fine cenone.
E così ti ritrovi ad assistere a questa mostra di denti gialli, con incastonati gioielli di prezzemolo, a cercare di evitare le lame taglienti dei loro sguardi che si incrociano.
Le parole sono importanti. I “ma cara”, “cuginetta”, “amore” si sprecano.
Che clima idilliaco.
Appena uno si gira è pronta in canna la critica, la frecciata, il commento. Pum, come un botto anticipato, al vicino di sedia, con gomitata annessa.
Poi di nuovo i denti gialli, il prezzemolo e il tripudio dell’ipocrisia.
Si, le parole sono importanti. Forse, però, coadiuvarle dai fatti sarebbe meglio.
Ma è Natale, siamo tutti più buoni.
Sono tutti più buoni.
Io no.
Non più.

2 Commenti su “La fiera dell’ipocrisia”

  1. Non riconosco il Natale, per me è solo una maratona enogastronomica da affrontare con una sequela di: No, grazie. No grazie. No, grazie.

  2. Questo “non più” finale ti fa grande onore. Lo dissi diversi Natali fa…e non me ne sono pentita :)

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