Fischia il treno
Quando il mio medico di base mi guarda con quella faccia un po’ così, di quelli che lo capisci che non hanno idea di cosa dirti, non mi preoccupo mai più di tanto. Neanche quando mi dice che i miei sintomi possono essere accomunati a malattie tra il tappo di cerume al tumore al cervello ed esclude, dopo cinque minuti, il tappo di cerume, mi allarmo.
L’ho scelto così. L’ho scelto io. Certificati e ricette, nulla di più. Non ho bisogno di un premio nobel per farmi prescrivere una visita.
Poi però, quando arrivo a casa, un minimo di ansia mi prende. E via, su internet, che la visita e tra una settimana e voglio andarci preparato.
Anche perché mi rendo conto che non riesco neanche più a mettermi lì a scrivere due frasi di seguito che abbiano un senso compiuto.
Per ora la mia ricerca ha dato un solo responso e non è il peggio.
E sempre che sia quello.
Ai medici l’ardua sentenza, vedrò di scrivere nei momenti di lucidità.
Che eran pochi, anche prima di un anno fa, quando ancora non avevo lavori in corso nel cervello, martelli pneumatici a confondere idee, dolori lancinanti a tenerle dentro.
Che brutta storia.

brutta storia..
ma non preoccuparti eccessivamente prima del tempo!!
Non allarmarti.. e in bocca al lupo!
B.
che è sta storia Ross?
L’autodiagnosi è (non lo dico io, lo dicono gli strizzacervelli) è il metodo più immediato per ritrovarsi coperto di piaghe e con gli organi in perenne rivolta endogena.
E, purtroppo, non è mai quando ci si crede all’ultimo stadio che si sta male, di solito è un ceffone senza preavviso da uno sconosciuto.