Sento puzza da lontano

Quanto siamo lontani. La distanza non è necessariamente mancanza, non è uno di quei termini che devi misurare, se non a metri, ovviamente.
Ti guardo, seduto sul mio divano. Ti ascolto, cosa che tu non fai. Perché è quello l’inizio dell’inversione dei ruoli. Tu dovresti ascoltarmi ed io parlare mentre, seduto sempre su quel divano, io ascolto e tu parli. Che poi, ascolto, son parole grosse. Fai di tutto per farti mandare lì, e sono io che devo prestare attenzione. Poi ti dimentichi di me.
Siamo distanti, dicevo. E più ti allontani e meno ti sento. E’ la fisica che lo impone ma tu non te ne avvedi.
Stai lì, seduto, a dire parole che sai essere false o, per lo meno, incomprensibili, cercando di attaccare tutto e tutti nella migliore tradizione degli ultimi tempi. Anni.
Se io ti dico che hai sbagliato tu rispondi che anche io sbaglio. Se ti dico che hai un comportamento scorretto mi rispondi che ce l’hanno tutti. Ed è forse qui che sta l’arroganza di una civiltà, se così si può chiamare, creata per starti ad ascoltare. Non conosci la parola “critica”, figuriamoci “autocritica”.
Io do la colpa a te. Si. Perché dovresti dare il buon esempio. Chi sbaglia paga, si dice, ma tu non paghi mai. Chi rompe idem, e i cocci sono suoi. Tu ti prendi i cocci e, con quel sorriso supponente, lasci che siano altri a pagare.
Ed io, che dovrei parlare, che dovrei esporre, che dovrei dirti cosa vorrei non ho neanche più voglia di ascoltarti.
Perché ci sei quando c’è da prendere. Se c’è da dare, beh, qualcuno ci penserà.
Uomo senza etica, senza morale, senza senso del rispetto e dello stato che dovresti servire.
Non essere, servire.
E quell’arroganza che ti si dipinge in volto quando dici che “la maggioranza ti ha eletto e quindi hai il diritto di” mi salire il fumo agli occhi.
Tu non hai nessun diritto, tu hai il dovere.
E poi, quella cosa della maggioranza mi turba. Lo diceva già Freak Antoni millenni fa: dovremmo mangiar merda, milioni di mosche non possono aver torto.
Forse è per questo che, guardandoti, sento quel retrogusto in gola: siamo lontani ma la tua puzza si sente da qui.

4 Commenti su “Sento puzza da lontano”

  1. Io invece il fetore lo sento di più…….solo per questo almeno ritieniti fortunato. ;)

  2. saskha il 8 ottobre 2009

    cavoli, è la prima volta che ti leggo su questo argomento.. deve essere sintomatico sul come siam ridotti XD
    come non darti ragione, comunque non si può dire che lui/loro non siano lo specchio, la caricatura di quello che siamo e ci meritiamo come popolo lamentoso, indolente e individualista.
    spero comunque che qualcosa stia finalmente cambiando ^__-

  3. bella cosa hai scritto, bravo, ottima idea…

  4. Artemisia il 8 ottobre 2009

    indignata e scoraggiata dalle vicende di questi giorni, comprendo quello che scrivi. Però accidenti siamo un Italia veramente spaccata in due.. la gente che l’ha votato è parecchia.. ma io sono fiduciosa, un dì ce ne libereremo!

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