Facebook killed the blog star
L’altra sera ho riaperto il mio vecchio blog. Ho riletto qualche post. Carino, dai. Rileggersi dopo tanto tempo da sempre quella sensazione strana, come non fossi stato neanche io a scriverle le cose. Mi è piaciuto.
Sulla destra c’è una serie di nomi, links, blog che leggevo all’epoca, “amici” che abitavano nel mio modem. Preso da malinconia temporale e mosso dal fatto che per un po’ il mio feedreader ha fatto le bizze, ho iniziato ad aprirli tutti. Uno per uno, one by one.
Click, nuova finestra.
Oh-a-oh.
Tranne quelli che ho seguito, magari senza commentare, magari silenziosamente, dei links aperti forse due, dico due, erano ancora operativi. Due su più di cinquanta.
Alcuni addirittura, per leggerli, avrei avuto bisogno di registrarmi al blog. Uno, a cui tenevo un po’. Pazienza.
Oh-a-oh.
Sulle prime mi è venuta in mente la ballata del vecchio marinaio di Coleridge. Così, dal database emozionale, di botto:
“With heavy thump, a lifeless lump,
They dropped down one by one.”
Oh-a-oh.
Qualcuno avrà fatto come me, si sarà spostato, mi dico. Avrà avuto qualche problema, chessò, crisi d’identità o blocco dello scrittore. Ma nessuno di questi, come ultimo post, salutava, si lagnava, lasciava presagire una chiusura così imminente, immediata e repentina. Tutti insieme.
Strano.
Poi ho iniziato a cercarli su Facebook.
Oh-a-oh.
Eccoli lì, rapiti da un insolito e telematico destino nella variopinta tela del web. Tutti lì, a scambiarsi video, stati d’animo, “a cosa stai pensando”, a passarsi amici, iscrizioni, a offrirsi da bere e da mangiare. Com’è semplice!
Facebook li ha rapiti, dovevo capirlo. Maledetto. Ha ucciso i loro blog.
E non era Coleridge, erano i Buggles che dovevano venirmi in mente.
(ma questo, forse, lo avevo capito)
Oh-a-oh.

Facebook è letale… e te lo dice una che è iscritta! =)
Sono iscritto anche io. Diciamo che faccio il credente non praticante…
E’ stata una vera tragedia, un ammutinamento, ma forse molti di loro non avevano più nulla da raccontare e hanno trovato in Facebook una via più semplice di esprimersi, senza fare torpo sforzo a metterci dentro del proprio, senza doversi spremere le meningi. Ora incalza Twitter, ancor meno faticoso da usare rispetto a Facebook, tutto è spalmato e amalgamato in un grosso calderone che separa e spersonalizza ogni cosa. Un altro passo verso la vegetalizzazione di idee, emozioni e contenuti.
ops.. anch’io sono iscritta a Facebook.. ma il mio blog è vivo e vegeto!
A volte il blog assorbe troppo.. forse per questo tanti abbandonano.. io non pensavo potesse piacermi e invece mi sono dovuta ricredere! E’ un modo di conoscere il mondo e fare esperienza… diciamo “indiretta”
Bentornato tra noi (pochi) allora!
Diciamo che se non ci si rende conto non si puo’ capire esattamente o quasi come procedere. Dipende comunque sempre da noi decidere di esser coinvolti e in quale misura. E’ bello cambiare, sperimentare e anche ritornare sui propri passi qualche volta.
Un caro saluto
Dona
Post geniale.
Ed è tutto vero, io sono uno dei pochi che non hanno ceduto ai canti da sirena di facebook, ma ho visto una trasmigrazione impressionante, blog abbandonati come vestiti che non vanno più di moda.
Boni………..nun v’allargate. Il blog è blog, feisbuuuuk spazzatura. Mettiamola così…ogni cosa va un po’ abbandonata per poi essere rivalutata e ricostruita anche meglio di prima. Sono fasi..ascendenti e discendenti. Ho provato a resistere a facebook poi inevitabilmente sono stata aspirata dalla sua potenza innovativa. Non mi sento di demonizzarlo come agli inizi, perchè comuque la sua immediatezza aiuta ad amalgamare i rapporti tra persone, purchè non restino appesi in bacheca però. Ma il blog è altro e noi del cannocchio (quelli che hanno abbandonato il blog all’improvviso) redivivi su facebook ne siamo fortemente coscienti. Tant’è che in anteprima posso dirti che stiamo organizzando una rivoluzione in atto…un ritorno di massa…..un abbraccione!