Amo la mia pece
Ci sono delle sere che i fantasmi escono fuori da ogniddove. Si, ogni dove, tuttattaccato. Si tuttattaccato, tutto attaccato. Se no non avrebbe senso.
I fantasmi sono sensazioni cattive, fanno parte di una vita che ho lasciato dentro un baratro fangoso nel quale ho vissuto un anno intero. E’ stata dura uscirne, ho ancora fango rappreso sotto le unghie ma credo di esserci riuscito. O spero.
Poi, ogni tanto, arrivano.
Escono da piccoli anfratti del cervello e mi spaventano ancora. Quando guardo le immagini di un cervello mi sembra che ci siano troppi posti dove nascondere ossessioni. Forse è quello ogniddove.
L’umore cala improvvisamente, i pensieri iniziano a rimbalzare come la robapazza, quella che strumpallazzava all’inizio degli anni ottanta.
E’ lì che mi armo di tanta pazienza, unghie e muscoli e cerco di non cadere.
Amo la mia quiete. Preferisco una calda e diffusa sensazione di benessere agli imprevedibili brividi. Perché i brividi sono scivolosi, seppur inebrianti. Non è una rinuncia, è consapevolezza. Forse ho sviluppato un istinto di sopravvivenza troppo freddo, ma efficace.
Ho avuto troppo tempo bisogno di una pace interiore per lasciarmi trascinare da piccoli rimbalzi venuti su come peperonata mal digerita.
Le mie mani sono nere, ma è pece.
Faccio presa e resisto.

lo spero per te.. quanto è dura trovare un equilibrio!
buon fine settimana!
fin troppo dura.
Non so perchè ma ho tanto l’impressione che sul filo della vita stai ritrovando il giusto equilibrio…beh sì ogni tanto sbalzelli…ti vedi perduto ma poi rieccoti dritto in equilibrio che passetto dopo passetto raggiungi la meta….
un’impressione perchè tu come me e ci metterei anche ombra…siamo molto simili. E’ nel momento in cui cominciamo a cadere che riusciamo a riequilibrarci e ripartire…ti abbraccio
Grazie Alè, in un certo senso è così.
Tutte le piscine, tutti i laghi e tutti i mari hanno un fondo su cui poggiare i piedi per tornare a galla.
Si, siamo davvero tanto simili.
E ne sono onorato.