A volte ritornano?
Mi piace andare via. E’ un po’ il modo che ho per far pace con me stesso.
Voli via. Le turbolenze della vita portano a sobbalzi, qualche vuoto d’aria porta come regalo non gradito nausea e, perché no, vomito.
Viri, riprendi quota, scendi in picchiata fino a vedere le case da vicino, ti rialzi.
Botte da orbi, a volte. Polvere sui pantaloni che va via sbattendoci un po’ su.
Completamente assorbito da altre problematiche, tra il serio e il faceto, ma che ti rubano tempo che già hai impegnato.
Perché il tempo è millenni che è sempre lo stesso, quando ne hai poco è perché è troppo impegnato.
Allora fai pulizia.
Atterri e prendi in mano la scopa.
E ti riprendi la vita, che magari è un po’ che non la vivi più.
L’aeroporto non è granché, un piccolo bar per una bottiglietta d’acqua, ti togli la sete e alzi la testa.
- “Che è troppo tempo che mi guardo la punta dei piedi”, ti dici.
Poi, riprendi.
Ritorni.
Ed è per quello che mi piace andar via.
Per tornare.
