Cammina piano


Non l’ho mai vista andar di fretta, nonostante sia sempre mattina.
Intravedo la sua cascata di riccioli neri sotto un cappello di lana bianco dai vetri ghiacciati della mia auto: solito posto, solita ora, solito sorriso.
Lei, forse, da sotto gli occhiali appannati non mi ha mai visto.
Stivali senza tacco sempre, giubbotto corto e jeans tatuati sui fianchi: una scarica elettrica per neuroni ed ormoni ancora addormentati nel freddo del mattino.
Le rapisco i dettagli e li porto nell’abitacolo: un occhio fa il palo, l’altro prende quel che può e mi lascia un sorriso sul viso.
Passa ancora piano e la seguo con lo sguardo, non posso farne a meno: quelle curve, pericolose, quelle dove sei costretto a rallentare per non uscire di strada, per godertele meglio, per sentire quel piccolo brivido percorrere i tuoi muscoli.
Nei rettilinei sta la velocità ma è nelle curve che sta l’emozione.
Che son semplicemente fianchi, ma dentro te son fuochi d’artificio.
“Ah… donne!”, esclama il tuo corpo mentre lei svolta l’angolo e si porta via.
Il semaforo si fa meno imbarazzato e dal rosso passa al verde, è ora di andare: tanto domani ripasserà.
Che fantasia non è peccato, mai.


Un Commento su “Cammina piano”

  1. grazie x gli auguri… sempre bello leggerti….
    un baciotto

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