Lasciando che
Lei scende.
Non si cura di nulla, amalgama i paesaggi, li rende incredibilmente coerenti e piatti.
“C’è la neve!”, esclamano le bambine alla finestra.
“Quaaantaaa!”, allungando le a come fossero di gomma.
Osservi i rami privi di foglie carichi di neve e pensi che siano maledettamente belli. T’incazzi solo quando il tuo sguardo passa alle auto parcheggiate: lì sotto, da qualche parte, c’è la tua.
E prima o poi, molto più prima che poi, la dovrai usare.
Scendi a far festa, palle di neve come quando eri bambino, che una nevicata così mancava da quando eri adolescente, eri innamorato di una che si chiamava Sara e passavi i pomeriggi a casa ad ascoltare musica fissando il soffitto.
Lei, logicamente, non sapeva neanche che esistevi.
Ma era puro, quel sentimento, come la neve.
Che scende.
Non si cura di nulla, amalgama i pensieri, li rende incredibilmente coerenti e piatti.
E ti accoccoli un po’ al cuore, che fuori fa freddo, che fuori non è il caso, che fuori poi ci vai ad aprire la bocca col naso allinsù, lasciando che sia.
Lasciando che sia neve.

è sempre bella la neve, ti cancella certe cose dalla mente…