Origami
E’ come prendere un foglio di carta. Anzi, è proprio prendere un foglio di carta, bianco, intonso, vergine. Poi serve un’idea. Una storia, un’emozione: insomma, uno spunto. Chiudere gli occhi pensando a qualcosa o tenerli aperti guardando il cielo, non importa.
Ispirazione, la chiamano.
Giocherelli con quel foglio, carta bianca spiegazzata o parole sparse elettronicamente. E inizi a piegare la storia, a farla andare dove vuoi, arricchendola con nomi, fatti, luoghi. Tracci linee, pieghi qui, riapri là, il tempo corre, le tue mani pure. Sudando un po’, creano, riempiono di te spazi vuoti e colorano quelli pieni.
Alla fine non ti resta che guardare questa creatura, aeroplanino di plastica o cigno, romanzo o post, per poi decidere se metterlo in una bacheca o buttarlo via.
O regalarlo, aspettando che qualcun altro possa usarlo, come segnalibro o soprammobile, un sussulto o nulla, per un momento o una vita.
Dentro, in ogni caso, ci sei tu, che tu lo voglia o no.
Ed è qui che voglio tornar me stesso, quello che piega fogli e racconta storie. E voglio tornar pulito. Un nuovo quaderno a righe di quinta, tutto da riempire.
Senza più margini.

Hey, hey, I finally found my way
Say goodbye to yesterday
Hit the gas there ain’t no brakes
On this lost highway
I busted loose I’m letting go
Out on this open road
It’s independence day
On this lost highway
…ti dedico le parole di un grande..
None
None
ekibastos
ekibastos
None
None