Batterista senza tempo
Il tempo mi rapisce.
O meglio, non basta.
O forse è che cerebralmente riempirsi la vita di cose da fare non è più alla mia portata. Non riesco più a vivere “a disposizione di”, ma questo è un mio limite.
Il tempo mi rapisce.
O meglio, non basta.
O forse è che cerebralmente riempirsi la vita di cose da fare non è più alla mia portata. Non riesco più a vivere “a disposizione di”, ma questo è un mio limite.
Quando mi guardo allo specchio in cerca di capire da dove può arrivare la mia demenza non posso fare a meno di notare che i lineamenti di mio padre e i miei sono fin troppo simili per non aver ereditato anche la sua sagacia.
Ogni tanto, giusto per non accrescere troppo la mia autostima, lui, il grande capo che tutta sa, fa qualcosa per ricordarmelo.
Riunioni.
Continue, infinite, stancanti.
Un tavolo enorme con attorno un sacco di parole. Impressionante il numero di cellulari che vibrano, in bella mostra, adagiati sul legno chiaro.